giovedì 12 gennaio 2012

della giustizia o dell'ingiustizia

‎La vicenda del voto alla Camera su Cosentino, così come quella di altri deputati, mi lascia abbastanza perplesso e mi conferma ancora una volta che il modo di amministrare la giustizia in questo paese sia degno di un paese incivile. Non perchè pensi che Consentino sia colpevole o innocente. Io non sono un giudice, posso al massimo farmi un'idea leggendo quello che trovo o riesco a trovare, ma comunque non posso, ne devo, pretendere che poi la mia idea debba coincidere con quella processuale. Nessuno deve farlo. Contesto in questa vicenda,come in altre, due cose: l'uso della carcerazione preventiva, e la facoltà della Camera dei Deputati di disporre o meno della libertà di una persona.

Il carcere preventivo è abominevole, per chiunque. Salvo casi eccezionali, in carcere ci si deve andare se si è colpevoli, non in attesa di giudizio. Lo dice la Costituzione che al comma 2, dell'art. 27 recita: "L'mputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva". I detenuti in attesa di primo giudizio in carcere al 30 settembre 2011 erano 14639. Quanti di loro sono innocenti?

L'autorizzazione all'arresto per un deputato concessa da altri deputati è assurda perchè, a prescindere dal giudizio sulla vicenda e sulla persona, la modalità per cui una individuo possa essere arrestato per mero scambio politico, esigenza elettorale, o di equilibrio governativo è rivoltante. Un deputato potrebbe anche essere innocente, ma per comodità dei partiti, intanto essere arrestato. Noi ci troviamo sempre a giudicare il caso di un colpevole o presunto tale. Ma cosa accadrebbe in caso di errore giudiziario? Le regole vanno scritte in senso universale, anche tenendo conto del caso che potrebbe non verificarsi mai. Le regole vanno scritte anche e soprattuto a tutela degli innocenti. E' la base del liberalismo. Per questo sarebbe giusto che la politica scegliesse: o tornare all'immunità totale, o togliere ogni forma di garanzia, perchè questo sistema è incivile.
Si dirà: ma perchè parlare di questo riferendosi al caso Cosentino, visto che comunque è un deputato, è un potente, ha le risorse. E' vero, la giustizia è sempre debole con i forti e forte con i deboli. E per capirlo basta guardare i dati della pooplazione carceraria, la loro nazionalità, il loro livello di istruzione, ecc...

C'è un punto però da quale non si può prescindere. Il giustizialismo e l'accanimento
di qualunque forma e specie, non giova a nessuno, ricchi e non. Perchè il giustizialismo è un'atteggiamento mentale, oltre che strumento politico, che una volta usato per qualcuno, va bene per tutti, ricchi e non. Quando ci si accanisce contro qualcuno una volta, poi lo si farà sempre, e quando capita a chi non ha i mezzi per difendersi non c'è nessuna possibilità di scampo.

L'Italia è il paese in cui la giustizia si amministra secondo volere di piazza, opinione, sentito dire, si amministra sui giornali e in tv. C'è un sistema per cui alle persone viene suggerito se si è colpevoli o meno, e in un momento di crisi e scoramento questa cosa attecchisce.

Ma questo non dovrebbe accadere perchè la dignità di chi è coinvolto non va lesa, sia esso innocente, colpevole, vittima o testimone. Altro che giutizia, siamo all'ingiustizia.