Gabriele Sandri è stato ucciso da una pallottola esplosa da un poliziotto. Il fatto non è spiegabile e giustificabile in nessu modo. Un colpo partito dal lato opposto a quello dove si stava svolgendo una lite tra tifosi. Una lite, non altro. Qualcuno dovrebbe spiegare perchè un poliziotto spari ad altezza d'uomo un colpo di pistola anche solo con l'obiettivo si spaventare,sedare i litiganti. Non so che cosa insegnino alla scuola di polizia, ma se insegnano a sparare con tanta facilità allora è preoccupante. Se prendono individui che non sono capaci di giudizio allora è ancora peggio.
Sta di fatto che nel primo giorno di processo gli avvocati del poliziotto (che ha continuato a prestare servizio come se nulla fosse) hanno trovato un cavillo burocratico per allungare tempi e forse sperare di diluire, se non azzerare la pena. Processare le forze dell'ordine che sbagliano è sempre più difficile. E ogni volta dicono che c'era un oggetto a deviare il colpo...
Gabriele Sandri, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e altri attendono giustizia...dallo Stato.
sabato 27 settembre 2008
come sempre processarli è impossibile
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tino colacillo
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Chiesa /2 - conversazione interreligiosa: ateo vs suora
Sono le 6.10, arrivo al terminal bus.
Ho appena comprato Il Manifesto.
Aspetto l'autobus.
Ho fame, ma il bar ancora non apre. (mangerò solo alle 8.30 a Roma).
Una suora, guardando il giornale dice:
"ma è un giornale comunista?!" tra lo sbalordito e l'inorridito.
Io affamato, con 3 ore si sonno, nervoso per il bar chiuso, il cnsu che mi aspetta rispondo:
"lei va in giro tutto l'anno vestita come un pinguino?"
Fine della conversazione.
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tino colacillo
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domenica 21 settembre 2008
avanti al centro contro gli opposti estremismi
Magari tutto ciò non accadrà, ma il solo fatto che Pd e Idv entrino in una simile discussione senza snarcarsi di un millimetro, la dice lunga sui due partiti. Alla faccia del nuovismo del Pd e della finta e maleodorante campagna "tutti zozzi, noi puliti" dell'Italia dei valori. Ancora più maleodorante del Pd.
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giovedì 18 settembre 2008
Chiesa/1
Alfano ha negato l'autorizzazione a procededere contro la Guzzanti per le presunte offese al papa. Motivazione: "il papa sa perdonare".
Non perchè il reato d'opinione è sbagliato.
Alfano è il ministro della giustizia del Vaticano o dello Stato italiano?
Considerato il personaggio meglio ministro al Vaticano.
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mercoledì 17 settembre 2008
c'è una regione...
C'è una regione che ha la sanità commissariata, ovvero il 90% del bilancio regionale
C'è una regione che ha una tassazione sui servizi socio-sanitari assurda
C'è una regione che campa con i soldi dei cittadini cliniche private chiudendo ospedali pubblici
C'è una regione che ha un sistema di trasporto inutile a prezzi assurdi
C'è una regione che investe solo 7 milioni di euro in diritto allo studio e non copre le borse
C'è una regione che ha intere aree zone produttive pronte a licenziare migliaia di lavoratori
C'è una regione che ha abbandonato i piccoli comuni montani
C'è una regione che spende milioni in sagre e magnate
C'è una regione...
C'è una regione che ha il presidente (ex) in galera
C'è una regione che ha il vicepresidente che crede che la sua giunta sia nel pieno delle funzioni
C'è una regione che ha 40 consiglieri regionali che devono salvarsi il posto ed il culo
C'è una regione dove i sindacati?
C'è una regione che crede che Angelini sia un eroe vittima del ricatto politico
C'è una regione che ha un sistema di informazione piegato al potere politico
C'è una regione dove i presidenti di provincia fanno solo pubblicità a se stessi
C'è una regione....
C'è una regione dove di tutto ciò non si parla.
C'è una regione dove nessuno dice che bisogna smetterla totalmente con la sanità privata
C'è una regione che deve investire in formazione e istruzione
C'è una regione che deve smetterla con finanziare la formazione di aziende e sindacati
C'è una regione...
C'è una regione che è allo stremo delle forze,ed è solo l'inizio.
C'è una regione che il 30 novembre dovrebbe andare al voto.
Ma c'è anche una regione che si chiede perchè andare a votare se nessuno discute di tutto ciò?
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martedì 16 settembre 2008
fascisti restano
Ma chi ci aveva creduto?
Ancora monarchici. Ancora fascisti.
Ecco quanto scrive un dirigente di Azione Giovani:
"Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1943, almeno per una ventina di volte le nostre sedi sono state bersaglio di assalti, devastazioni, attentati incendiari, da parte di personaggi che si vantavano di essere antifascisti. Mi ci vedi a tirare le bombe molotov contro una sede di partito? Addirittura contro una sede del mio partito? Mi sono detto no, non posso essere antifascista. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano "sezioni". Allora sono andato avanti."
Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1943, i ragazzi di Ag in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell'antifascismo, aggressioni verbali e fisiche, bastonate, sprangate per capirci. Ti sembra possibile che il presidente di Azione giovani a Roma si aggiri per la sua città a sprangare i propri ragazzi? “No, non posso proprio essere antifascista”, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.
Sono andato un po' indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall'odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato.
Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.
(Presidente Azione Giovani Roma)
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lunedì 15 settembre 2008
è nato Soccer and the City
Il blog di Enrico Agnessi è on-line!
http://enricoagnessi.blogspot.com/
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09.48
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ucciso per dei biscotti
La scusa è: esasperati dai furti. Ecco a cosa siamo arrivati con l'allarmismo sulla sicurezza, sui criminali di colore e immigrati, con politica del pugno duro. Anche per un furto di biscotti ci si sente legittimati a massacrare una persona di botte, fino ad ucciderla. A Milano questo è accaduto.
Perchè in fondo si è compresi, difesi da una opione pubblica "esasperata" dai ladri, dai violenti.
Si ammazza chi delinque, si uccide lo sporco nero perchè tanto la gente ti capisce, è pronta difenderti, a scendere in piazza a difesa della piccola borghesia assaltata e circondata da frotte di immigrati.
Si è smarrito il senso del diritto, della giurisdizione.
Ormai si pensa che basti avere l'opinione pubblica per essere assolti, che il clima da far west basti a legittimare tutto.
La destra e la Lega soffiano il vento della violenza. Chi li ha legittimati fino ad ora continua a non accorgersene.
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03.18
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perchè dovrei votare costantini?
Qualcuno mi dice almeno due buone ragioni per votare Costantini alla Regione?
Ps. non sono ammesse risposte del tipo:
"perchè sennò chi fai vincere la destra?"
"e sennò chi voti'"
"quali alternative ci sono?"
"è il meno peggio"
Ps/2
mi rotto i coglioni di votare per il meno peggio
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03.18
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domenica 14 settembre 2008
partecipazione
"anche le idee più belle, i progetti più interessanti, perdono di valore se nascono e vivono senza partecipazione democratica"
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giovedì 11 settembre 2008
lunedì 8 settembre 2008
non sono mai cambiati
Ignazio La Russa,Ministro della Difesa:
"Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".
Forse il Ministro non ricorda che i combattenti di Salò combattevano fianco a fiano dei nazisti tedeschi, partecipavano ai rastrellamenti degli ebrei, massacravano partigiani. Ma di quale Italia parla La Russa.
I militari di Salò avevano ben chiara che Italia volvano. Fascista, nazista e antisemita. Speravano in una ripresa della Germania di cui rimanere alleati.
L'alternativa c'era eccome. Si chiamava Resistenza e pensava ad un'Italia libera e democratica. In molti l'hanno scelta. Gli altri evidentemente aveva appunto un'altra idea di Italia.
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07.01
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Darwiniana lotta per la sopravvivenza.

Ad un certo punto irrefrenabile voglia di cocchetta di patate.
La dura legge della giugla e della savana urbana inizia il suo corso.
Torno al tavolo.
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tino colacillo
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05.32
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Cariche della polizia contro i No dal Molin
Sarà anche vero che il grosso delle responsabilità spettano a chi ordina le cariche, a chi militarizza il territorio, a chi pensa che il conflitto sociale sia da reprimere, e a chi pensa che la democrazia si possa ridurre ad un gioco di fioretti spuntiti tra Berlusconi e Veltroni.
Ma possibile che non si riesca a vedere che le forze dell'ordine, molti degli agenti (non tutti) fanno ricosro alla violenza gratuita garantiti da una storica impunità di cui godono in Italia forze armate e polizia? Il video è l'ennesimo caso. E' un problema o no?
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03.31
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Cariche della Polizia a Vicenza contro i NO dal Molin
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03.31
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...e dopo le elezioni riappare il vero Alemanno
Condanna le leggi razziali si, ma il fascismo no. Dice del fascismo: "non me la sento di condannarlo". E certo, dopo il voto doveva gettare la maschera. Fascisti erano e fascisti sono.
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02.51
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venerdì 5 settembre 2008
dal sito di SD/ Un trapianto mi ha salvato: La Chiesa si ricordi della carità
www.sinistra-democratica.it/un-trapianto-mi-ha-salvato-la-chiesa-si-ricordi-della-carit
«Nel portafoglio ho la tessera dei donatori di organi. Sono tra quelli che hanno firmato l’autorizzazione per l’espianto degli organi. L’ho presa subito. Quando nella legislatura 1996-2001 il Parlamento ha approvato la legge che regolamenta i trapianti. Chi lo avrebbe mai detto che poi sarei stato, invece, un “ricevitore” di organi. Uno che il trapianto lo ha subito». Parla Fabio Mussi, politico di lungo corso, presidente del consiglio nazionale di Sinistra democratica, sessant’anni tondi tondi e un doppio trapianto ai reni subito lo scorso febbraio che lo ha fatto rivivere. «Quando arrivi sull’orlo della dialisi quello che ti scorre nelle vene solo per convenzione lo chiami sangue: è veleno».Mussi ha tante buone ragioni per essere un convinto difensore del trapianto di organi. «Penso sia una cosa di altissima civiltà. La donazione di organi è una delle più alte manifestazioni di simpatia verso il prossimo. Io sono grato a quella persona che non ho mai conosciuto e che terminando la sua vita ha consentito alla mia di poter continuare».Per questo non riesce proprio a trattenere la critica per l’articolo dell’Osservatore Romano che mettendo in discussione il concetto di morte celebrale finisce per bloccare il trapianto degli organi. «Senza trapianto sarei andato in dialisi e poi avrei atteso anni prima di avere una possibilità. Già ora la gente aspetta tempi lunghissimi, perché i donatori sono meno del fabbisogno». All’autrice dell’articolo lo dice chiaro: «Avrei voluto farle vedere i bambini appena nati trapiantati di cuore. La cura e l’amore con cui le mamme se li cullavano. Bambini vivi, non morti, perché c’era qualcuno che gli ha donato il cuore». «Quell’articolo - insiste - è uno dei segni di regressione che si affollano di questi tempi».Storia di un trapiantato. Era ministro dell’Università e della Ricerca scientifica. Ma per lui nessuna corsia preferenziale. Ha fatto riferimento ad un programma particolare e lo scorso 11 febbraio è stato operato all’ospedale di Bergamo, struttura pubblica e centro di grande eccellenza. «Struttura pubblica e centro di eccellenza internazionale - ci tiene a sottolineare -. In Italia è nel pubblico che si concentra l’eccellenza». Attende poco, quattro mesi, per il doppio trapianto. «È perché sono entrato in un programma preventive list”, una lista preventiva, che consente di sottoporsi ad un trapianto prima di entrare in dialisi se si sono superati i 60 anni. Invece di ricevere un rene da una persona giovane - spiega - si ricevono due organi da una persona anziana, quindi più usurati». Le liste sono molto più corte. «Quando mi sono iscritto a questa lista eravamo in otto in attesa. Ho aspettato quattro mesi. L’intervento è più complesso. C’è il doppio dell’anestesia. È tutto doppio: due i tagli, due gli organi. I reni sono più usurati perché di persone più anziane. Prima venivano scartati. Non tutti azzardano, anche se i dati statistici rassicurano. Dicono che hanno un rendimento pressoché analogo ai reni più giovani e più efficienti. Questa scelta mi ha consentito il trapianto prima di entrare in dialisi». Un dato lo allarma: «Gli organi disponibili sono solo un terzo di quelli necessari per i trapianti. Già da diversi anni si registra un calo nelle donazioni». Commenta: «È un brutto segno dei tempi, di quando torna ad essere in voga “il mio è mio e il tuo è tuo”, l’egoismo sociale. Questo si riflette in tutti gli ambiti. C’è meno disponibilità verso il prossimo e meno generosità».L’effetto di tutto questo? Si fanno sempre più lunghi i tempi di attesa per un trapianto. È per questo che condivide la critica di Ignazio Marino: «L’articolo pubblicato dall’Osservatore Romano è irresponsabile». «È vero - riconosce - che il Vaticano ha fatto una mezza marcia indietro, ma tuttavia dal quotidiano ufficiale della Santa Sede è stato lanciato un bel sasso nello stagno. È un segnale grave perché la Chiesa ha faticato a maturare una posizione sul tema dei trapianti. È arrivata ad una posizione nitida, favorevole solo con un famoso discorso di Giovanni Paolo II nel 2000». Non ha dubbi Mussi: «Se si mette in discussione il concetto di morte come morte celebrale, praticamente si dà lo stop ai trapianti. Si toglie la speranza ad un numero crescente di persone». Questo è inaccettabile. «Cristo di Galilea lanciò al mondo il più straordinario messaggio di tutti i tempi: ama il prossimo tuo, amalo come te stesso. È una delle formule più rivoluzionarie nelle formule di società che mai siano state pensate. Una Chiesa che sottomette questo straordinario principio ad altri pregiudizi - conclude - mi preoccupa». Spera che sia solo un incidente.Tra qualche giorno il «trapiantato» Mussi si sottoporrà alla sua verifica semestrale. Il suo organismo comincia a convivere sempre meglio con questo «nuovo filtro». Può riprendere la vita di sempre. «Il corpo funziona. Sono già andato a pescare, in barca a vela, al mare. Mi sono occupato delle mie nipotine». Ne parla con gioia. È una felicità che non vuole tenersi per sé. Vuole che sia possibile anche per chi è in lista e attende con speranza un cuore, un fegato, un rene nuovi.
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tino colacillo
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giovedì 4 settembre 2008
Abruzzo.
Fin'ora non ho ancora scritto nulla su quanto è accaduto alla Regione Abruzzo. Ci ho messo un po di tempo a rimettere insieme qualche scarsa idea. Inutile dire, "si sapeva", "lo sapevamo tutti", "era nell'aria". E' successo, e il dramma vero è che la politica, quella politicante, non riflette, non analizza quanto accaduto. Semplicemente fa finta di nulla, parla di altro, prova a salvare di se stessa quello che è salvabile. In questa vicenda credo vadano distinti due piani, che in alcuni momenti si intrecciano. Piano politico, piano giudiziario.
Il secondo attiene alla magistratura e al suo giudizio.
Ma le responsabilità politiche chiamano in causa tutti, maggioranza e opposizione, vecchia maggioranza e vecchia opposizione. Certo con i dovuti distinguo e differenze, a volte non banali. Purtroppo anche la sinistra in questa vicenda non è riuscita a far prevalere,o saper far prevalere una idea di pubblico, sanità pubblica per tutti. Lo scandalo nasce proprio su un tema delicato, difficile, ma le idee scarseggiano a quanto pare. La politica?
Davvero non sopporto l'Italia dei Valori con quell'atteggiamento da puritani, come se a loro le responsabilità politiche non competessero.
Perchè dovrei riconoscere solo all'Italia dei Valori questo bollino di garanzia e il diritto a presentare e rappresentare l'intero centro sinistra? Il fatto è che nessuna delle forze politiche sta ragionando su quanto accaduto, sul rapporto pubblico-privato, cliniche, interessi e speculaizoni sulla sanità. Si va avanti solo a colpi di slogan. Anche il sindacato in Abruzzo è reticente, non fa analisi, non ha proposte e soluzioni.
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