giovedì 11 dicembre 2008

Ieri ci hanno impedito di manifestare. Partecipiamo.

Ci hanno impedito di manifestare, costretti a stare in un vicolo dietro un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa lontato dall'hotel in cui si trovava il Ministro Tremonti. Da oggi non è più possibile contestare un Ministro della Repubblica, pagato da noi, e che dovrebbe (dico dovrebbe) essere al servizio dello Stato.
Alcuni di noi hanno tentato di arrivare fin sotto l'Hotel Duca degli Abruzzi per tentare consegnare pacificamente un documento al Ministro Tremonti, ma ci hanno fermati per strada e impedito di stare anche sul marciapiede, neanche come semplici passanti. Ad un certo punto davanti a noi sono arrivati una decina di agenti della polizia per sbarrarci la strada, e ad alcuni ragazzi sono stati chiesti i documenti.
Nel frattempo due studentesse hanno contestato il Ministro all'interno del centro congressi, sono state portare fuori mentre piangevano, e non è ancora chiaro che cosa accadrà loro. Non è più possibile contestare un Ministro, esprimere un giudizio su un membro del Governo? Il tutto ignorato e distorto (vedi ilcapoluogo.it) dai mezzi di informazione abruzzesi.
Gli spazi di democrazia si stanno restringendo sempre di più. Ieri sono stato al Consiglio Nazionale degli Studenti a cui ha partecipato il Ministro Gelmini che ha sbrigativamente bollato proteste e proposte degli studenti come "ideologiche", senxa nemmeno analizzare nulla di quello che le è stato detto. Ha solo ascoltato compiaciuta le sviolinate degli studenti di Lista Aperta (Comunione e liberazione) e Azione Universitaria (sezione universitaria di An). E' un segnale, cosi come ce ne sono stati tanti in questi due mesi di mobilitazione. Dunque, che fare?
Per il 12 Dicembre, domani, la CGIL ha dichiarato lo sciopero generale contro le politiche economiche, sociali, sulla formazione del Governo.
Al che fare dobbiamo rispondere partecipando, aderendo e manifestando. Solo cosi riusciremo a tenere aperti gli spazi di democrazia che la Costituzione della Repubblica ci garantisce, ma che la costituzione materiale del paese ci nega ogni giorno che passa. E' vero, non siamo ai livelli di ciò che accade in Grecia, dove la polizia spara sugli studenti trovando sempre la scusa del proiettile che "rimbalza" come se li facessero di gomma. Ma è sempre meglio partecipare prima che si inneschi una spirale autoritaria. Si comincia sempre così, ma poi non si sa dove si va a finire. Non cediamo il nostro spazio di democrazia, non lasciamolo occupare.

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